Questo blog nato da poco vuole raccontare le impressioni  e le esperienze di un viaggio in Giappone, paese che adoro e nel quale non speravo di poter ritornare per ben due volte! Con occhi occidentali ho cercato di carpire un pò dello spirito orientale, imparando molte cose. So che molti di voi sono più preparati di me sulla cultura, sul cibo e sul modo di vivere nipponico! I commenti e le precisazioni in merito saranno ben accolte, il blog è ancora in aggiornamento nelle sue sezioni e nelle immagini.
Grazie a tutti coloro che avranno voglia di leggermi!
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domenica 21 settembre 2008

Ueno e Asakusa tra bancarelle ed oracoli



19/07/08
Il tempo stringe e le cose che vorrei fare sono troppe, la partenza per Shirahama si avvicina e di ritorno a Tokyo ci sarà giusto il tempo per chiudere le valigie e andare a Tsukiji al mattino presto.
Direzione Ueno dove sorge Ameyoko Arcade, affascinante mercato tra i più antichi di Tokyo. Le bancarelle si snodano sotto i binari della ferrovia, da una parte abbigliamento e scarpe, dall'altro lato alimentari di vario genere, dal pesce secco alle spezie importate, frutta e verdura, il tutto accompagnato dal solito richiamo a gran voce dei commercianti. Facciamo una sosta lampo in un ristorante sotto la ferrovia e poi riprendiamo il tour, tra filetti di pesce, bottarga di tonno, scarpe orrende e dischi vintage di artiste nipponiche cotonate.
Rapido giro per Ueno-koen, il parco di Ueno, un piacevole luogo dove i giapponesi trascorrono i momenti liberi, ricco di musei, templi e laghetti dove si possono noleggiare delle piccole barche. 
In questo tranquillo parco vivono centinaia di senzatetto e lo fanno silenziosamente, quasi invisibili se non fosse per le loro piccole tende blu, cercando di conservare una certa dignità. Le tende sono ordinate ed in fila, all'esterno di ognuna è possibile vedere i bidoni per la raccolta differenziata e la biancheria stesa...si tratta per lo più di uomini che hanno perso il lavoro e non sono riusciti a reintegrarsi nella vita comune. I senzatetto non vivono solo qui, questa volta ne ho visti molti di più anche dormire per strada, sotto i ponti a Shinjuku, avvolti nei loro cartoni. Non ho capito bene se è il comune a passargli la tenda e a regolamentare la loro permanenza a Ueno , in ogni caso questa cosa mi ha colpito molto.
Di nuovo in metro ci dirigiamo ad Asakusa, destinazione Kappabashi-dori, la via dei casalinghi.
Nonostante Asakusa sia un quartiere molto turistico per via del tempio di Senso-ji conserva uno spirito molto tradizionale che si percepisce nelle viuzze più che nell'affollatissima Kaminarimon-dori.
Dopo un breve tratto a piedi io e Gu - finalmente soli - arriviamo alla via dei casalinghi. Qui riconosco il piccolo ristorante di ramen dove ero stata da sola e che mi aveva colpito per via del rutto libero praticato dagli avventori...Peccato aver già pranzato!
Torno nel negozio della vecchietta lì di fianco e ritrovo le stesse ciotole di sette anni prima...ci addentriamo in altre botteghe, tra coltelli di ceramica e teiere, i prezzi qui sono molto bassi perchè sono i negozi dove comprano gli abitanti del quartiere.
Entriamo in una bottega piccolissima e senza ventilatore dove un uomo molto anziano sta seduto sulle scale e saluta con un cenno della testa. Ci sono ciotole e piatti rettangolari colorati bellissimi, ne scelgo con cura un paio per ogni tipo e forma, sono coperti di polvere e costano non più di un euro e cinquanta l'uno. Dopo averli scelti li appoggio su un banchetto libero, il vecchio signore tira fuori un bellissimo pallottoliere di legno, fa i conti, scrive in giapponese e poi mi mostra il totale: duemilaottocento yen, davvero pochissimo visto che esco con due borse pesantissime cariche di ceramiche! Il sole picchia forte e stranamente non c'è nemmeno un distributore di bibite nei paraggi. Ci addentriamo in una via che arriva perpendicolare al tempio. Qui c'è un mercatino pseudoartigianale  e in mezzo ai vari banchi ne troviamo uno che vende valigie! Già, per tornare in Italia serve una valigia in più, gli acquisti cominciano ad esser troppi! Ecco un fantastico trolley che può passare come bagaglio a mano e contenere quasi tutto quello che abbiamo comprato, esclusa la tenda  a rullo in carta di riso, l'ombrello e alcune cose voluminose...Infilati prontamente i sacchi di piatti e ciotoline in valigia ci dirigiamo a Senso-ji, che purtroppo ha già chiuso. Come di rito ci bagniamo col fumo dell'incensiere che pare essere curativo e per cento yen decido di consultare l'oracolo fuori dal tempio. Funziona così, metti la monetina, scuoti una scatola di legno che ha un piccolo buco dal quale fuoriesce un bastoncino. Su di esso vi è un numero, si apre il cassettino corrispondente e si prende il responso cartaceo. Se è positivo lo porti via con te, se è negativo lo si lega su un apposito raccoglitore che neutralizzerà la sfortuna. Prendo il mio, è uscito il numero 99 ma è scritto in giapu  e non capisco nulla. Dopo vari tentativi per fermare qualcuno che mi aiuti senza farmi capire, finalmente trovo una ragazza che parla inglese e mi decifra il bigliettino magico. Wow! Mi dice che è il meglio che potesse uscire, la migliore fortuna, in amore, per la salute, per il lavoro, per la vita! Speriamo sia vero, sicuro che me lo porto a casa il bigliettino! Poi per caso guardo il retro... il responso dell'oracolo era tradotto in inglese!

giovedì 10 luglio 2008

un piccolo onsen di quartiere


 Sette anni fa vagavo sola per le vie di Asakusa, era domenica e c'era una strana quiete fuori da Nakamise-dori e dalle sue bancarelle. Soffiava un venticello caldo e il suono dei campanellini appesi per Kappabashi-dori creava un'atmosfera surreale..immaginavo un giorno di poter essere là con te, in quel luogo, per poterne condividere la magia. Ma oggi non è andata esattamente come prevedevo, allora meglio sola a vagare nella folla e perdermi cercando di annullare per un pò la mia storia e miei pensieri.
A questa distanza tutto sembra lontano, ma la mia angoscia non se ne vuole andare...proverò a rilassarmi con un bagno bollente. Trovo facilmente il vicoletto dove si trova Jakotsu-yu onsen, faccio il biglietto alla macchinetta, compro asciugamano e saponetta ed entro in questo piccolo onsen* di quartiere, semplice e pulito. Lo spogliatoio è grande da ospitare anche due poltrone massaggianti e la tv. Mi spoglio completamente, lascio le mie cose nell'armadietto ed entro nel bagno dove una lunga fila di docce basse precede la vasca termale. Mi lavo a lungo, imito un pò i gesti delle signore presenti e poi mi avvicino alla vasca. L'acqua sgorga a 47 gradi circa ed è di un colore scuro, ferruginoso. Entro fino alle ginocchia e penso di svenire per quanto è calda, il mio viso si fa rosso fuoco, sudo ma pian piano mi abituo e riesco in qualche minuto a sedermi nella vasca. Ci sono i getti idromassaggianti e le scosse elettriche...sì... un pò inquietante l'acqua elettrificata ma una signora a gesti mi fa capire che fa bene (?).
Devo uscire, mi sento male, mi gira la testa da svenire. Mi bagno con la doccia fresca e poi mi dirigo nel piccolissimo rotemburo, un giardinetto con due vasche deliziose, una a 35 e una a 25 gradi, tra piante e roccette. Mi rilasso e per un pò sono sola, poi arrivano altre due signore che mi osservano, non parlano inglese, loro parlano in giapponese ed io rispondo in italiano, solo una parola mi è chiara: "country", e rispondo "Italy". Poi vari sayonara e arigato, se ne vanno ma mi guardano dalla vetrata e altre donne mi guardano sorridendo...probabilmente non è così normale vedere una straniera in un luogo così popolare e non turistico. Altra immersione a 47 gradi, questa volta più sopportabile e poi dopo essermi asciugata e rivestita ritorno nel caos, tra le musichette alienanti della metro e tra la folla dove è bello smarrire la propria identità.

*un onsen è un bagno d'acqua termale che sgorga dalle viscere della terra tra i 40 e i 50 gradi e di cui il Giappone è pieno ad ogni latitudine. Anche Tokyo vanta tantissimi onsen più o meno eleganti o popolari. L'acqua viene intubata a parecchi metri di profondità nell'oceano e convogliata non solo negli stabilimenti ma anche negli alberghi e negli appartamenti di lusso. Nell'onsen uomini  donne hanno ingressi e vasche separate, solo nel rotemburo vale a dire la vasca nel giardino esterno talvolta ci si può incontrare (in costume da bagno). Nell'onsen si entra nudi, non prima di essersi lavati a fondo, per non sporcare l'acqua termale. Chi ha tatuaggi non è visto di buon occhio e spesso gli viene negato l'ingresso poichè chi è tatuato può essere scambiato per un membro della jakuza, la mafia locale. Nelle vasche ci si immerge per un massimo di dieci minuti, finchè si resiste o finchè non si ha la sensazione di essere un polpo bollito...